LA VIA ANNIA

- Una via terrestre
- Il declino dell'area
- Prodotti e cultura
- Tracce dell'antichità
- Nelle ceneri di Altino le origini degli splendori di Venezia

UNA VIA TERRESTRE

La Via Annia, fatta costruire nel 131 a.C. dal pretore Tito Annio Rufo e costituita in gran parte da una superficie di ghiaia -viae glarea stratae- (essa doveva essere ricoperta di basoli solo in prossimità dei centri urbani più rilevanti), collegava Adria ad Aquileia, attraversando i territori dei tre importanti centri di Padova, Altino e Concordia. Più in dettaglio, in corrispondenza di Mestre, il tragitto lambiva la costa, mentre nel tratto tra Altino e Concordia, esso ripercorreva il preesistente sistema viario paleoveneto. La direttrice venne utilizzata fino al periodo tardo imperiale (cronache del tempo riferiscono che, nel corso del IV d.C, numerosi imperatori vi transitarono al fine di difendere il confine orientale dell'Impero).

Ma non solo...
...anche una rete di collegamenti terra-laguna-corsi d'acqua. Interessante notare che la via terrestre (che attraversava la pianura perilagunare e delimitava a nord una vasta campagna centuriata e più a sud un territorio fluvio-palustre) era collegata anche ad un itinerario endolagunare segnato da fosse di navigazione e vie fluviali, che spesso consentivano di raggiungere l'interno con più facilità.

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IL DECLINO DELL'AREA

Nel corso dei secoli l'instabilità dell'ambiente palustre e lagunare mutò ripetutamente l'assetto del territorio a sud dell'Annia, modificando anche il tracciato della stessa. Le varizazioni delle condizioni ambientali, già a partire dal II sec. d.C., ridussero in questa area traffici e commerci dando inizio ad un irreversibile processo di decadenza economica e culturale . E' in età imperiale tuttavia che si origina il vero declino del tracciato, dopo il 410 d.C., ed è legato al lento spopolamento delle campagne a causa delle invasioni barbariche. ll Veneto infatti era un punto di passaggio obbligato per le invasioni barbariche dell'Italia provenienti dalle pianure dell'Est. Nel corso delle lotte combattute dai popoli barbarici - Ostrogoti, Franchi, Longobardi - fra loro e contro gli imperatori di Bisanzio che tentavano di riconquistare l'Italia, il Veneto conobbe periodi di grave decadenza economica e sociale. Dopo la caduta dell'impero romano, in Veneto come nel resto d'Italia, non c'era più nessuno che curasse la manutenzione delle strade e quindi queste andarono in forte declino: le belle strade selciate romane o le più semplici inghiaiate furono sommerse da alluvioni o i loro blocchi regolari vennero usati come materiale da costruzione (anche per la costruzione di Venezia e le isole della laguna).

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TRACCE DELL'ANTICHITÀ...

...dalla terra

- Tra i rinvenimenti più significativi riconducibili al tracciato stradale della via Annia, vanno menzionati tra le provincie di Padova e Venezia i quattro miliari rinvenuti a Stanga (Pd), Dolo, Campalto e Quarto d'Altino nonchè le stazioni di ristoro per viaggiatori e cavalli scavate a San Bruson di Dolo e Marghera
- Due miliari della metà del IV sec. d.C. sono stati ritrovati a San Giorgio di Nogaro , in provincia di Udine, nella frazione di Chiarisacco. Gli studiosi concordano nel situare la mutatio ad Undecimum. Recenti lavori di dragaggio e pulitura del fiume Corno (sempre presso la frazione di Chiarisacco) hanno permesso di individuare la presenza di una imponente struttura muraria composta da grosse pietre e laterizi di epoca romana che attraversa l'intero alveo del corso d'acqua.
- Anche all'altezza di Ceggia- da dove la strada ripartiva per raggiungere Concordia Sagittaria ed Aquileia - sono stati rinvenuti i resti di due piloni e delle testate di un ponte a tre arcate.

...e dall'acqua

- Lungo le vie d'acqua invece sono emersi un gran numero di insediamenti, per lo più ville rustiche (tra cui quella di Ca' Tron a Roncade- , che si avvalevano dell'abbondanza di corsi d'acqua per commerciare i loro prodotti, primo fra tutti il vino.

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NELLE CENERI DI ALTINO LE ORIGINI DEGLI SPLENDORI DI VENEZIA

Ad Altino, uno dei maggiori scali dell'alto Adriatico, floridissimo centro commerciale, e punto d'incontro e di smistamento dei traffici tra il nord e il Mediterraneo questo processo di decadenza fu particolarmente evidente.
A seguito delle mutate condizioni ambientali , l'impossibilità di mantenere in vita il suo particolare sistema idraulico (che tanto aveva stupito architetti e geografi del I sec. d.C.!) nonché l'articolato sistema di servizi per la navigazione fatto di banchine d'ormeggio, di installazioni portuali e magazzini porticati connessi a moli fluviali fu la prima causa del suo declino.

Nel 452 d.C. Altino subì l'invasione degli Unni e la distruzione da parte di Attila , ma è solo nel VII sec. d.C. che la città venne definitivamente abbandonata.
Gli abitanti di Altino, insieme con le popolazioni delle vicine cittadine distrutte e delle campagne saccheggiate, trovarono rifugio nelle isolette della laguna (Torcello), ove i barbari, inesperti di navigazione, non potevano arrivare.

Fu così che il declino di Altino e delle aree limitrofe crearono i presupposti per la nascita di Venezia.

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