STRADE ROMANE
E' da ricordare che…

L'imponente rete stradale costruita dai Romani era finalizzata a collegare centri fra loro molto distanti. Costituiva un mezzo di penetrazione nelle aree interessate dalla dominazione, favorendo il popolamento, il passaggio di eserciti e i traffici commerciali, e alimentando gli scambi culturali tra comunità/insediamenti umani differenti.

Il detto popolare "Tutte le strade portano a Roma" spiega la connessione di tutto il sistema viario alla "caput mundi":

- nell'Italia centrale si trovano
- verso il Nord
- dal Nord verso l'Europa
- nell'Italia meridionale

Quanto a tipologia, esse si dividevano in:
- viae terrenae (strade in terra battuta)
- viae glarea stratae (strade ricoperte di uno strato di ghiaia)
- viae silice stratae ( strade lastricate )

La strada poteva correre all'interno del centro urbano (in questo caso le due vie principali erano denominate "cardo" e "decumano", orientate rispettivamente in direzione N-S e O-E) oppure diramarsi al di fuori delle mura, lungo sentieri naturali.

Lungo il tracciato, sul lato della strada, alla distanza di ogni miglio (di ogni leuga nelle Gallie), venivano poste le pietre miliari, sulle quali era indicata la distanza dall'inizio della strada, dall'ultima città attraversata o dalla città più vicina da raggiungere e il nome e la carica del magistrato che aveva ordinato "l'apertura della strada".

Nelle zone attraversate da tali itinerari sorgevano stazioni di cambio degli animali (mutationes) e strutture adibite all'approvvigionamento e al pernottamento dei viandanti, dotate di stalle e aree di sosta per animali (mansiones).

LE PIÙ ANTICHE E ANCHE LE PIÙ NOTE

La progressiva espansione di Roma nella penisola italiana, attraverso la deduzione di colonie e la creazione di municipia, rese necessaria l'ideazione di una fitta rete di strade che collegasse la capitale ai maggiori centri cittadini.
L'area che fu per prima interessata dal passaggio di percorsi stradali fu quella dell'Italia meridionale, dove, tra V e III sec. a.C., vennero costruite le seguenti vie:

- la Via Appia (divisa nei tratti Roma-Capua, Capua-Benevento e Benevento-Brindisi),
- la Via Salaria (da Roma fino all'Adriatico, passando per Ascoli),
- la Via Tiburtina (da Roma a Tivoli),
- la Via Valeria (da Tivoli ad Alba Fucens, sulla conca del Fucino),
- la Via Clodia (da Roma verso il Tirreno, passando per Saturnia),
- la Via Aurelia Vetus (da Roma, risalendo la costa adriatica fino alla località Val Cannuta),
- la Via Flaminia (nei tratti Roma-Fano e Fano-Pesaro-Rimini).

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LA VIABILITÀ IN PIANURA

- La Via Aemilia e la Cassia …per salire a nord!
In seguito alla penetrazione romana nel territorio padano (fine III a.C.-II a.C.), venne istituito il collegamento tra Rimini e Piacenza mediante la costruzione della via Aemilia, e quello tra Roma e Firenze con l'apertura della via Cassia.

- La Via Postumia …da nord-ovest a nord- est
Compresa la rilevanza del territorio a nord del Po, venne tracciato un asse viario, la via Postumia, che, passando per Genova, Tortona, Piacenza, Cremona, Verona, Vicenza, Treviso, Oderzo, Concordia, raggiungeva Aquileia, collegando, lungo l'asse ovest-est, i principali centri della regione.

- La Via Popilia e la Via Annia… l'Adriatico ovvero il litorale di Levante!
L'area litoranea tra Rimini e Aquileia venne, poi, interessata dall'attraversamento della via Popilia (da Rimini ad Adria) e della via Annia (da Adria ad Aquileia); il centro di Aquileia venne anche collegato all'area istriana, attraverso i centri di Trieste, Parenzo, Pola, Nesazio e Fiume, mediante la via Flavia.

- L'Aemilia Scauri… il Tirreno ovvero il litorale di Ponente!
Lungo il litorale di ponente, alla fine del II a.C. venne creato un prolungamento verso nord della via Aurelia (fino a Genova), mediante l'apertura della via Aemilia Scauri.

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IL COLLEGAMENTO VIARIO TRA CENTRI DI PIANURA E VALICHI ALPINI

Tanto ad est quanto ad ovest, in età repubblicana e imperiale, vennero aperte anche nuove direttrici di collegamento tra le zone di pianura e i valichi alpini, al fine di estendere il processo di romanizzazione nel cuore dell'Europa.
Tali direttrici rappresentavano vie di penetrazione privilegiate, che, confluendo in altri tracciati oltre frontiera, ponevano in relazione l'Italia con grandi centri provinciali, quali Arles, Narbona, Bordeaux, Autun, Treviri, Ausburg, Vienna, Carnuntum.

Sul lato orientale del Nord Italia…

…vennero aperte la Via Claudia Augusta, che da Altino arrivava fino al Monte Croce Comelico (passando per Trento e Feltre) e la via Iulia Augusta, che da Aquileia saliva fino al Monte Croce Carnico (passando per Zuglio).

Nel versante occidentale…

… furono aperte la Via Fulvia (da Tortona al Monginevro), una via che da Cremona giungeva al Gran San Bernardo (passando per Lodi, Milano, Novara, Pavia, Vercelli, Torino e Aosta) e una direttrice che univa Milano allo Spluga (attraversando Como).

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IL POTENZIAMENTO DELL'ESISTENTE

Nello stesso periodo e in quello immediatamente successivo venne completata e implementata anche la rete di collegamenti nell'Italia meridionale.

Furono tracciate le seguenti vie:
- la Via Flacca o Valeria (da Terracina a Fondi),
- una seconda Via Popilia (da Capua a Reggio, passando per Nola, Eboli, Polla, Cosenza e Vibo Valenza),
- la Via Domitiana (dai pressi di Mondragone a Napoli, attraverso Cuma e Pozzuoli),
- la Via Appia Traiana (da Benevento a Brindisi, passando per Herdoniae, Canosa ed Egnatia),
- la Via Severiana (da Ostia a Terracina).

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