PREMIO ALTINO 2006
- Premio Altino
- I premiati nelle edizioni
- Francesco Tullio Altan
- Luigi Del Neri
- Alessandro Comar
PREMIO ALTINO
Ideato nel 1992 da Leonardo Trevisan e condotto dalla Fondazione
Premio Altino in collaborazione con il Comune di Quarto d'Altino,
il Premio Altino ha ottenuto negli anni il patrocinio della Regione del
Veneto, della Provincia di Venezia, del Ministero per i Beni e le Attività
Culturali e della Soprintendenza Archeologica del Veneto.
Il Premio Altino fa parte delle iniziative del Progetto Arcobaleno, che
dal 1986 ha visto più di 2000 ragazzi coinvolti in attività didattiche ed
educative a stretto contatto con la natura e l'archeologia, finalizzate
alla riscoperta di una propria identità locale attraverso la valorizzazione
del patrimonio storico, artistico e culturale del territorio.
Il Premio Altino è l'incontro col "protagonista" adulto: un contatto
con infiniti aspetti educativi, testimonianza concreta di storie possibili
e di umanità compiute in singolare originalità.
Ponte di collegamento fra passato e presente, il Premio Altino viene
assegnato a protagonisti dell'arte, della ricerca, dell'economia, dello
sport, che si sono distinti nelle singole discipline e che sono oggi un
importante punto di riferimento per l'educazione dei giovani.
Il Premio Altino è anche un riconoscimento formale di questi personaggi
per il loro successo professionale, per la disponibilità dimostrata nel
tradurre le loro competenze nella crescita delle nuove generazioni e
per la collaborazione offerta nel sostenere l'aspetto storico-culturale
e turistico dell'antica città di Altino e delle due strade romane "Annia"
e "Claudia Augusta".
Nel 2004 il Premio è stato inserito nel progetto "LA VIA ANNIA
la strada della memoria" del Programma Comunitario Leader Plus -
asse 2 che si propone di far conoscere e valorizzare l'antico percorso
romano che collega Adria ad Aquileia.
E' stato reso itinerante per tre anni lungo le antiche strade romane.
Le tappe:
1. CastelBrando a Cison di Valmarino (TV) nell'ambito dell'inaugurazione
della mostra permanente "La Via imperiale Claudia Augusta,
Altino - Augsburg".
2. San Giorgio di Nogaro (UD) con l'inserimento dell'inaugurazione
della mostra dei reperti archeologici "A San Giorgio lungo la Via
Annia..." e dello spettacolo-evento con TEATROCONTINUO
"L'incontro con i Veneti Antichi e la Via Annia".
3. Aquileia. Premio Altino con evento teatrale per le Aree Archeologiche.
Fondazione PREMIO ALTINO
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I PREMIATI NELLE EDIZIONI
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FRANCESCO TULLIO ALTAN

Nato a Treviso nel 1942, ha fatto i primi studi Bologna e ha frequentato la Facoltà di Architettura di
Venezia. Alla fine degli anni ’60 ha vissuto a Roma facendo lavori di scenografia e sceneggiatura per il
Cinema e la televisione, mentre iniziava le prime collaborazioni come disegnatore con vignette
colorate su Playmen, illustrando qualche libro.
Trasferitosi a Rio de Janerio nel 1970, ha lavorato nel cinema brasiliano e nel 1972 ha creato il suo primo fumetto per bambini, che veniva pubblicato da un importante quotidiano locale.
Nel 1974 inizia la collaborazione regolare come cartoonist con giornali italiani.
Tornato in patria nel 1975 si stabilisce prima a Milano, poi Aquileia, dove vive tuttora.
Il personaggio per bambini PIMPA, le cui storie sono state da allora pubblicate regolarmente sul
Corriere dei Piccoli fino alla scomparsa del giornale e che dal 1987 conta anche un mensile tutto
suo PIMPA, che dal 1994 è pubblicato dalla Franco Panini Ragazzi.
Sempre nel 1975 i suoi primi fumetti per adulti appaiono su Linus. Le sue ormai famose vignette
di satira politica sono diffuse regolarmente da L'Espresso e dal quotidiano La Repubblica, ma
appaiono anche su molti altri giornali italiani. Dal 1977, a cominciare dalla raccolta della sua prima
striscia Trino, ha pubblicato numerosi libri - tra i quali molti imperniati sul più celebre dei suoi
personaggi, CIPPUTI - e raccolte di vignette satiriche.
Tra le opere per bambini, la serie II Primo libro di Kika, composta da dodici volumetti, viene
continuamente ristampata in Italia e Francia, ma ha avuto edizioni anche in Gran Bretagna, Spagna,
Norvegia, Olanda, Grecia.
I libri originari con il personaggio PIMPA sono più di una trentina e sono stati tradotti e pubblicati
in Giappone, Francia, Spagna, Argentina, Portogallo. Il racconto Kamillo Kromo, pubblicato una
prima volta nel 1978 da Edizioni E. Elle, ha avuto edizioni in francese, giapponese e spagnolo,
mentre è stato ristampato parecchie volte in Italia. Nel 1992 ha cominciato a illustrare tutta la
serie dei romanzi e racconti di Gianni Rodari: una ventina di libri.
Tra il 1982 e il 1983 ha lavorato ad una serie di 26 filmati in animazione col personaggio PIMPA,
diretta da Osvaldo Cavandoli per una co-produzione televisiva internazionale RAI, varie volte
replicata dalle televisioni di vari Paesi. Nel 1995 ha scritto le sceneggiature e i dialoghi per una
serie di 26 episodi di 5 minuti, PIMPA, le nuove avventure, per una co-produzione italo-franco-
spagnola. La serie è stata acquistata anche da altre televisioni europee, africane ed asiatiche.
La presentazione della serie al festival internazionale Cartoons on thè Bay (Amalfi, 1997) è valso
a PIMPA il Pulcinella D'oro al miglior personaggio.
Nel 1999 un episodio della nuova serie di cartoni animati ha vinto il Grand Prix L'Enfant Lune
a Ginevra, votato da una giuria di più di 5.000 bambini.
Con il regista francese Gerard Zingg ha scritto la sceneggiatura del film Ada (1988), tratto dal suo
omonimo romanzo a fumetti, e con il disegnatore satirico Sergio Staine nelle vesti di regista quella
del film Non chiamarmi Ornar (1992), ispirato al racconto di Altan Nudi e Crudi.
Nel 1990 vince il premio Capri per il giornalismo. Nel 1992 un teatro sudamericano ha creato uno
spettacolo basato sul suo Colombo, che nel 1993 è stato portato anche in Italia.
Nel 1999 ha cominciato a collaborare con il Teatro dell'Archivolto di Genova e il suo regista
Giorgio Gallione. I primi frutti sono stati due spettacoli per l'infanzia: PIMPA, Kamillo e il libro
magico e PIMPA Cappuccetto Rosso. Nel 2001 Einaudi ha pubblicato una raccolta delle sue celebri
vignette con il titolo Anni/rolli, che in poche settimane si è piazzato nelle classifiche dei libri più
venduti. In novembre/dicembre 2001 gli vengono assegnati ben tré premi: il "Grinzane Junior",
il "Premio Pozzale" e il premio "E Giornalismo" assegnateli da Giorgio Bocca ed Enzo Biagi
"perché le sue vignette, con una capacità di informazione e una sintesi straordinarie, assumono
una importanza non inferiore a un articolo di fondo".
Nel 2002, oltre a nuovi libri e albi di PIMPA, pubblica due nuovi libri per bambini: I gemelli
coccodrilli e Coniglietta va in montagna. In primavera a Omegna si allestisce una grande mostra
delle illustrazioni per le opere di Rodari, nel Parco della Fantasia intitolato allo scrittore che
riscontra un eccezionale successo di pubblico. A Gorizia lavora con il Centro Regionale di Teatro
d'Animazione e di figure, ideando testo e scene dello spettacolo Pippo pettirosso, applaudito
nel suo debutto durante il Puppet Festival a settembre. Nello stesso mese si festeggiano i 15 anni
del giornale PIMPA a Mantova, nell'ambito del Festival di Letteratura durante il quale gli viene
consegnato il premio istituito dalla Regione Lombardia per l'autore più richiesto nelle biblioteche
pubbliche. Nel corso del 2003 è stato realizzato uno special per la televisione di 26 minuti: PIMPA,
una giornata speciale e nel 2004 un altro special: PIMPA, stona di Natale.
Nel 2005 escono con il quotidiano La Repubblica 4 raccolte di storie di PIMPA che si vendono
assieme al quotidiano, mentre la Franco Panini Editore continua la pubblicazione del mensile
PIMPA, che ormai ha raggiunto le 30.000 copie di vendita ogni mese in edicola, e circa 8.000
in abbonamento.
Mostre dei suoi lavori sono state fatte, oltre che in moltissime città italiane, anche in Belgio e in
Svizzera, e una particolarmente importante a Parigi, nel 2001, presso l'istituto Italiano di Cultura.
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LUIGI DEL NERI

Nato ad Aquileia il 23 Agosto 1950.
Gigi emerge presto nel mondo del calcio grazie a valori quali
la passione, il rispetto, il sacrificio che Ciso Padovan,
il suo primo allenatore ad Aquileia, gli aveva insegnato per diventare
un grande calciatore.
Gigi Del Neri umile, testardo e coraggioso ha lavorato
inizialmente come motorista, poi come tessitore alla Marzotto
di S. Giorgio di Nogaro fino ad intraprendere l'avventura
da calciatore.
Il viaggio a Ferrara, per vestire la maglia della Spal, presieduta
dal mitico Paolo Mazza; un sogno che si avvera.
In mezzo il matrimonio con Daria, celebrato nel 1970.
Seguono le squadre: Aquileia, poi Spal, Foggia, Sampdoria, Udinese,
Novara.
Ironia della sorte ha avuto anche la possibilità di incrociare
la strada di Giovanni Sartori alla Sampdoria. Compagni in
blucerchiato e poi, qualche decennio più tardi, protagonisti
della straordinaria avventura in serie A ed in Europa con
il Chievo Verona.
Gigi, come allenatore, ha iniziato proprio sotto casa, allenando
il Gorizia, che in quel periodo annoverava tra le sue fila anche
Stefano, fratello meno famoso e sicuramente meno talentuoso
di Alessandro Del Piero.
Lo stesso Del Neri, più di una volta, ha ricordato che fu proprio
la moglie Daria a convincerlo a entrare in uno spogliatoio,
per iniziare quella che sarebbe stata la carriera di un allenatore
di successo.
Dopo Gorizia la chiamata del Partinico Audace, profondo Sud,
una nuova avventura che avrebbe permesso a Del Neri di trovare
nuovi estimatori nel mondo del calcio.
Gigi passa ad allenare il Teramo in C 2.
L'esordio tra i professionisti è molto buono e nel '91 l'allenatore
conclude la stagione al terzo posto.
Lo chiama il Ravenna e arriva il primo grande successo della sua
carriera: promozione in CI al primo colpo. Non resta in Romagna
e passa al Novara.
Con il Club piemontese Del Neri in due anni ottiene un terzo
e poi un quinto posto.
La stagione successiva si rende protagonista di un autentico
capolavoro alla Nocerina. Conquista la CI e l'anno successivo
sfiora addirittura la promozione in serie B.
Nella stagione '96/'97, con la Ternana, porta gli umbri dalla
C2 alla B.
Poi la chiamata del Chievo club con il quale è diventato famoso
e celebre in Italia ed in Europa.
La storia è risaputa.
Gigi conduce i veronesi alla conquista storica della serie A poi,
al primo anno nel calcio dei fenomeni, riesce ad accedere
alla coppa Uefa.
Resta altre due stagioni a Verona prima di divenire il nuovo
allenatore del Porto e poi della Roma e del Palermo.
Attualmente gode di un meritato periodo di riposo e di meditazione
mentre i tifosi continuano ad aspettarlo in campo.
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ALESSANDRO COMAR

Alessandro Comar proviene da una famiglia di distillatori che nella campagna
friulana nei primi del secolo scorso aveva già iniziato una produzione
di grappe e distillati. Suo padre dopo gli studi enologici a Conegliano, considerata
allora l'Università della "vitivinicoltura" e dopo la sua esperienza nell'attività
di famiglia, decide nel 1962, di intraprendere in proprio l'attività di distillatore.
Da sempre appassionato di storia, ed attento osservatore dell'estetica, decide
di affidare la progettazione della nuova "fabbrica"', di ispirazione avanguardista,
a tré architetti friulani.
Flavio Comar fa conoscere le sue grappe al di fuori
dei confini nazionali e per i suoi meriti come assaggiatore internazionale, viene
nominato nel 1982 membro della "Compagnie des Courtiers - Jures Piqueurs
de Paris", associazione di pubblica utilità che nasce nel 1322 a Parigi
con un'ordinanza di Rè Carlo IV. Nel 1993 il testimone passa nelle mani
di Alessandro Comar, della sorella Leda e del cognato Giorgio.
Alessandro, nella continuazione dell'attività del padre, forte degli insegnamenti
ricevuti crede che la produzione, già a buoni livelli di qualità debba essere
orientata all'affermazione del marchio della Distilleria Aquileia.
Avviene così un'inversione di priorità nell'operare dell'azienda, viene dato
maggior risalto ai propri prodotti rispetto alla sia pur prestigiosa attività
di produzione di grappa a nome di notissime aziende vitivinicole friulane,
toscane, marchigiane e lucane.
Alessandro è quindi convinto che la "svolta" decisiva si possa ottenere affiancando
all'impianto di distillazione già esistente un antico alambicco risalente alla fine
degli anni '30, in modo da poter iniziare il processo creativo di grappe uniche
e spesso, sotto certi aspetti, irripetibili. Ecco che iniziano le sperimentazioni,
gli assolo, gli abbinamenti tra grappe dello stesso vitigno prodotte dai due
impianti; gli studi per ottenere le invecchiate in assoluta purezza, cioè senza
refrigerazione ne filtrazione: una sfida che nel 2005 vede una propria "creazione"
inserita nel Libro Completo della Grappa edita da De Agostini al vertice col
punteggio di 30 e lode su 30 come indice di piacevolezza.
Alessandro è anche amante della pittura, ed in particolare del grande metafisico
Giorgio de Chirico; non a caso, ritiene che il proprio lavoro possa seguire
il concetto dell'arte espresso dallo stesso artista.
La seconda sfida è quindi quella di uscire da un mondo troppo stretto
e vincolato ad un'immagine statica di grappa, o meglio di sola ed esclusiva
soddisfazione del palato. Viene rivista l'immagine della produzione aziendale
e, alla linea tradizionale già consolidata, ne viene affiancata una di nuova
creazione: la serie Spirit, dove in etichetta l'immagine del cielo, accompagnata
talvolta da altri elementi, è il punto di partenza per una qualità che va ben oltre
ai sapori ed ai profumi. La passione quasi frenetica per il mondo dell'arte apre
le porte della Distilleria Aquileia a periodiche presentazioni di artisti e delle
loro opere. Dal 1999 iniziano quindi le "biennali" e il luogo di lavoro, si apre
ogni due anni alla scultura e alla pittura. Il nome di Aquileia, o meglio della
Distilleria Aquileia, trova spazio anche in letteratura: è lo scrittore catalano
Miquel de Palol che nel libro II Giardino dei Sette Crepuscoli edito in Italia
da Einaudi cita "Emilia prese la grappa, Sgnape dal Checo di Aquileia (un trionfo
di gusti) da un piccolo frigorifero che era in un angolo..."
La grappa di Aquileia oggi trova mercato non solo in Italia ed Europa, ma
anche in Giappone ed in India: proprio per questi sviluppi commerciali
l'Associazione delle Piccole e Medie Industrie di Udine ha consegnato
recentemente, per mano di Edward Luttwak, alla Distilleria Aquileia
un riconoscimento per gli importanti risultati raggiunti nelPelitario campo
della diffusione della qualità. La grappa di Alessandro Comar viene richiesta
ed assaporata da appassionati cultori del buon bere, da artisti, scrittori,
e persino da sportivi di livello mondiale quali Russel Coutts e Paul Canard.
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