FRA TERRA E ACQUA

Evento teatrale "Fra terra e acqua"

Dopo il grande successo di pubblico dello scorso anno, ritorna l’evento teatrale "Fra terra e acqua", spettacolo - rievocazione storica che ripropone il percorso compiuto dalle popolazioni venete antiche, in fuga da Altino a causa delle minacce rappresentate dalle invasioni barbariche, con la successiva fondazione di Venezia. Per il 2006 sono molte le novità proposte, tra cui un maggior numero di appuntamenti: questo "viaggio a ritroso nella storia", infatti, è già stato presentato a San Giorgio di Nogaro venerdì 7 luglio e al museo archeologico di Adria venerdì 14 luglio; sarà riproposto domenica 23 luglio alle 21.30 presso la basilica di Aquileia, in occasione del "Premio Altino", sabato 29 luglio alle 18.30 ad Altino e Torcello, venerdì 22 settembre presso il museo archeologico di Montebelluna.

L’iniziativa, messa in scena dalla compagnia teatrale Teatrocontinuo e prodotta dal fondatore e regista Nin Scolari, che da trent’anni opera nel territorio nazionale e internazionale, è inserita a pieno titolo nel progetto di cooperazione infraterritoriale "La Via Annia: iter memoriae" e rappresenta una continuazione delle attività già avviate nei siti archeologici principali del tracciato dell’antica strada consolare romana: il tutto si è realizzato grazie alla collaborazione di più enti, come il CISET (Università di Venezia), la Soprintendenza Archeologica del Veneto, i comuni di Quarto d’Altino e San Giorgio di Nogaro, il GAL Venezia Orientale e altri partners coinvolti nel progetto.

Lo spettacolo si articola in due parti e il percorso è adattato appositamente ai luoghi in cui viene rappresentato; dove il territorio lo permette, è prevista una parte dell’azione in barca lungo le vie fluviali e lagunari, per ripercorrere la fuga degli abitanti di Altino, antico porto sull’Adriatico, verso l’isola di Torcello, nucleo originario della futura Venezia.

Nella prima parte viene ripercorso il tema della fondazione della città di Altino e dei suoi splendori: fondata da un mitico eroe, il venetico Altnos, che avrebbe meritato un titolo divino, deve la sua fortuna alla sua posizione strategica, una "porta – approdo" sulla laguna, che apre le vie del mare, un incontro di popoli che danno vita ad un emporio internazionale e, con l’arrivo dei Romani, assume un grande significato la costruzione di una strada sul lato nord, appena fuori dell’abitato di Altino, la via Annia, che collegava Adria ad Aquileia. Lo spettacolo prevede poi la rievocazione della caduta di Roma e delle invasioni barbariche che hanno dato origine ad un periodo di decadenza, rappresentata dal "velo del tempo", una sorta di oblio sulla fine di una città, Altino, che ha trovato vita altrove.
Nella seconda parte vengono proposte la morte di Gesù Cristo e la diffusione del Cristianesimo, momento di svolta che mina le basi della società greco – romana, introducendo nuovi ideali, rivoluzionari per quell’epoca. Per gli spettatori un evento davvero unico nel suo genere: carico di suggestioni storiche, ma soprattutto coinvolgente sul piano emotivo e umano.

Lo spettacolo

La drammaturgia di Nin Scolari si è avvalsa degli spunti letterari di Federico Moro, scrittore veneziano, autore di buona parte dei testi, e di Riccardo Facco, mentre le installazioni luminose per il traghetto e le aree archeologiche sono state ideate dall’artista gallese Alan Rogers. L’impianto scenico è di Teatrocontinuo, le musiche originali di Iris Bianco (flauto e violoncello). In scena per Teatrocontinuo Luciana Roma, Erica Taffara, Gianni Bozza, Andrea Barettoni, Andrea Dellai, Claudia Stefani, Eva Polini, Giovanni Beretta, Laura Cinelli.

Per il coordinamento del progetto meritano particolare menzione Lewis Trevisan, Gennaro Memmoli e Piergiorgio Ceolin, al quale si devono anche le riprese e le fotografie delle serate; per l’organizzazione e i contatti con i vari enti coinvolti un ringraziamento particolare a Carla Furlan del CISET.

Beatrice Giai Gischia

indietro